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NEWS del 31/08/07


Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale

Per effetto dell’art. 5 della Legge 123/2007, fermo restando quanto previsto dall’articolo 36-bis del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora venga riscontrato l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 percento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale può essere adottato dal personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e dal personale ispettivo delle AA.SS.LL.
Il Ministero del Lavoro, con lettera circolare del 22/08/2007 – Prot. 25/I/0010797, ha chiarito che il provvedimento di sospensione non trova applicazione nei confronti dei soggetti che non esercitano attività di impresa e che nel computo della percentuale di lavoratori “in nero” va ricompresso anche il personale extracomunitario clandestino.
Rispetto invece al presupposto delle gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, il Ministero ha precisato che le sole disposizioni sanzionatorie a carico dei responsabili aziendali punite con le pene più gravi (sia di carattere detentivo che pecuniario) costituiscono le “gravi violazioni” cui fa riferimento il Legislatore e che tale presupposto dev’essere necessariamente integrato con l’ulteriore requisito della “reiterazione” dell’illecito da intendersi come “recidiva aggravata” e cioè riferita ad una violazione necessariamente della stessa indole e commessa nei cinque anni precedenti all’ultima condotta oggetto di prescrizione obbligatoria ovvero di giudicato penale.
L’eventuale inosservanza del provvedimento di sospensione dell’attività di impresa configura ipotesi di reato di cui all’art. 650 c.p. il quale punisce “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico d’igiene” con l’arresto sino a tre mesi o l’ammenda sino a € 206,00.
Condizione per la revoca del provvedimento di sospensione è la regolarizzazione dei lavoratori in nero, l’ottemperanza all’eventuale prescrizione obbligatoria impartita dal personale ispettivo, il ripristino delle regolari condizioni di lavoro e il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle complessivamente irrogate e immediatamente accertate.
Da una lettura superficiale della norma sembra quindi che tutte le attività imprenditoriali possano essere colpite da un provvedimento di sospensione ma al lettore attento non sugge la deroga in favore del 36-bis del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223 che disciplina la sospensione dei lavori nei cantieri edili e che non prevede affatto l’ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. La legge è legge e va rispettata e l’espressione fermo restando quanto previsto dall’articolo 36-bis del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223 testimonia un errore del Legislatore nella formulazione della norma che porta a far salvi i cantieri edili dai provvedimenti di sospensione in caso di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Il comunicato stampa del sottosegretario Antonio Montagnino tenta di rimediare all’errore ma nel nostro ordinamento i comunicati stampa non sono ancora fonte del diritto.
La legge è chiara: “fermo restando quanto previsto dall’articolo 36-bis del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223” ……………………


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