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NEWS del 27/03/08


Il lavoro a chiamata non scompare del tutto

Il contratto di lavoro a chiamata o intermittente non scompare del tutto dal nostro ordinamento: è quanto afferma il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con circolare n. 7 del 25/03/2008.
Chiarisce il Ministero che l'art. 1, comma 45, L. n. 247/2007, che prevede l'abrogazione degli artt. da 33 a 40 del D.Lgs. n. 275/2003, va interpretato nel senso che a far data dal 1° gennaio 2008 non è più possibile stipulare i contratti di lavoro intermittente o a chiamata, mentre quelli stipulati prima dell'entrata in vigore della legge sono efficaci fino alla loro scadenza se stipulati a termine o, se a tempo indeterminato, mantengono la loro efficacia fino al verificarsi del recesso di una delle parti o per mutuo consenso.
La norma abrogata cessa quindi di avere effetto per il futuro ma continua a disciplinare i fatti avvenuti sotto la sua vigenza. Inoltre, ai sensi dell'art. 47 del citato art. 1, è contemplata una particolare ipotesi di lavoro a chiamata nei settori del turismo e dello spettacolo quando il ricorso a tale specifica tipologia sia giustificata dall'esigenza dello svolgimento di prestazioni di lavoro discontinuo durante il fine settimana, nelle festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per tutti gli ulterori periodi previsti dai contratti collettivi: l'operatività di tale disciplina è tuttavia subordinata all'intervento della contrattazione collettiva stipulta dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative.


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