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NEWS del 10/08/12


Il lavoro a progetto tra passato e futuro

Il lavoro a progetto nasce nel 2003, introdotto dalla riforma Biagi come necessaria risposta all’esigenza di arginare l’estrema diffusione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, contratti di natura autonoma spesso applicati per lo svolgimento di attività lavorative di chiara natura subordinata al solo fine di eludere la legislazione a tutela del lavoro subordinato.
Il contratto a progetto prende il posto delle co.co.co nel settore privato, tranne che per le attività espressamente elencate dal decreto del 2003, e si colloca questa volta in una “zona grigia” a metà tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, tanto che Il Ministero del Lavoro e l’INPS, con circolari coordinate del 2004, chiariscono che il progetto deve fungere per gli ispettori da spartiacque tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, spazzando il campo da tutte le cococo senza progetto,mera espressione di deriva verso il precariato che altro non celano se non tradizionali rapporti a tempo indeterminato. Oggi, con la Riforma Fornero si va ancora avanti aggiungendo elementi per la configurazione del lavoro a progetto e depurando la qualificazione del rapporto dai dubbi circa la definizione di programma o fase, i cui riferimenti normativi sono stati dalla legge 90/2012 abrogati, e ci si concentra sul progetto, che deve essere specifico, determinato dal committente, gestito autonomamente dal collaboratore, collegato funzionalmente a un determinato risultato finale e estraneo all’oggetto sociale; come recita il comma 24 dell’art 1 della legge 92/2012 “l’individuazione di uno specifico progetto costituisce elemento essenziale di validità del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato”.

Nello specifico, la legge 28 giugno 2012, n. 92 (art. 1, commi da 23 a 25), interviene sulla disciplina del contratto di lavoro a progetto (artt. 61 e ss. D.Lgs 276/2003) sotto quattro profili
1. Il progetto
2. Il compenso
3. Il recesso
4. La presunzione di lavoro subordinato
Si precisa, ai sensi dell’art. 1 comma 25 L. 92/2012, che la disciplina previgente, priva delle novità introdotte (indicate in grassetto) e delle soppressioni operate (indicate in barrato), è ancora valida per i contratti stipulati prima del 18 luglio 2012.

1. PROGETTO
Art. 61 D.Lgs 276/2003
Definizione e campo di applicazione
1. Ferma restando la disciplina per gli agenti e i rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cui all'articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Il progetto dev’essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente, avuto riguardoin funzione del risultato, nel rispetto del alcoordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione della attività lavorativa. Il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
2. Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare ovvero, nell'ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore, con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazione le disposizioni contenute nel presente capo. (1)
3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, nonché i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate e disciplinate dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Sono altresì esclusi dal campo di applicazione del presente capo i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni, nonché coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia.
4. Le disposizioni contenute nel presente capo non pregiudicano l'applicazione di clausole di contratto individuale o di accordo collettivo più favorevoli per il collaboratore a progetto.
Art. 62 D.Lgs 276/2003
Forma
1. Il contratto di lavoro a progetto è stipulato in forma scritta e deve contenere, ai fini della prova, i seguenti elementi:
a) indicazione della durata, determinata o determinabile, della prestazione di lavoro;
b) indicazione del progetto o programma di lavoro, o fasi di esso, individuata nel suo contenuto caratterizzante, che viene dedotto in contratto descrizione del progetto, con individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire;
c) il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese;
d) le forme di coordinamento del lavoratore a progetto al committente sulla esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa, che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicarne l'autonomia nella esecuzione dell'obbligazione lavorativa;
e) le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto, fermo restando quanto disposto dall'articolo 66, comma 4.

2. COMPENSO
Art. 63 D.Lgs 276/2003
Corrispettivo
1. Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro, e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto. e, in relazione a ciò nonché alla particolare natura della prestazione e del contratto che la regola, non può essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico per ciascun settore di attività, eventualmente articolati per i relativi profili professionali tipici e in ogni caso sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a livello interconfederale o di categoria ovvero, su loro delega, ai livelli decentrati. (2)
In assenza di contrattazione specifica, il compenso non può essere inferiore, a parità di estensione temporale dell’attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto .
Art. 64 D.Lgs 276/2003
Obbligo di riservatezza
1. Salvo diverso accordo tra le parti il collaboratore a progetto può svolgere la sua attività a favore di più committenti.
2. Il collaboratore a progetto non deve svolgere attività in concorrenza con i committenti né, in ogni caso, diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi e alla organizzazione di essi, né compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio della attività dei committenti medesimi.
Art. 65 D.Lgs 276/2003
Invenzioni del collaboratore a progetto
1. Il lavoratore a progetto ha diritto di essere riconosciuto autore della invenzione fatta nello svolgimento del rapporto.
2. I diritti e gli obblighi delle parti sono regolati dalle leggi speciali, compreso quanto previsto dall'articolo 12-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni.
Art. 66 D.Lgs 276/2003
Altri diritti del collaboratore a progetto
1. La gravidanza, la malattia e l'infortunio del collaboratore a progetto non comportano l'estinzione del rapporto contrattuale, che rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo.
2. Salva diversa previsione del contratto individuale, in caso di malattia e infortunio la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto, che si estingue alla scadenza. Il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto, quando essa sia determinata, ovvero superiore a trenta giorni per i contratti di durata determinabile.
3. In caso di gravidanza, la durata del rapporto è prorogata per un periodo di centottanta giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.
4. Oltre alle disposizioni di cui alla legge 11 agosto 1973, n. 533, e successive modificazioni e integrazioni, sul processo del lavoro e di cui all'articolo 64 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, ai rapporti che rientrano nel campo di applicazione del presente capo si applicano le norme sulla sicurezza e igiene del lavoro di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994 e successive modifiche e integrazioni, quando la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente, nonché le norme di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, le norme di cui all'articolo 51, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e del decreto del Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale in data 12 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2001.

3. RECESSO
Art. 67 D.Lgs 276/2003
Estinzione del contratto e preavviso
1. I contratti di lavoro di cui al presente capo si risolvono al momento della realizzazione del progetto o del programma o della fase di esso che ne costituisce l'oggetto.
2. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa. ovvero secondo le diverse causali o modalità, incluso il preavviso, stabilite dalle parti nel contratto di lavoro individuale. (3) Il committente può altresì recedere prima della scadenza del termine qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore, tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto. Il collaboratore può recedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nel caso in cui tale facoltà sia prevista nel contratto individuale di lavoro .
Art. 68 D.Lgs 276/2003 (4)
Rinunzie e transazioni
1. Nella riconduzione a un progetto, programma di lavoro o fase di esso dei contratti di cui all'articolo 61, comma 1, i diritti derivanti da un rapporto di lavoro già in essere possono essere oggetto di rinunzie o transazioni tra le parti in sede di certificazione del rapporto di lavoro di cui al Titolo VIII secondo lo schema dell'articolo 2113 del codice civile.

4. PRESUNZIONE DI LAVORO SUBORDINATO
Art. 69 D.Lgs 276/2003
Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto
1. I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell'articolo 61, comma 1, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. (5)
2. Qualora venga accertato dal giudice che il rapporto instaurato ai sensi dell'articolo 61 sia venuto a configurare un rapporto di lavoro subordinato, esso si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato corrispondente alla tipologia negoziale di fatto realizzatasi tra le parti. Salvo prova contraria a carico del committente (6), i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell’impresa committente, fatte salve le prestazioni ad elevata professionalità che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale .
3. Ai fini del giudizio di cui al comma 2, il controllo giudiziale è limitato esclusivamente, in conformità ai principi generali dell'ordinamento, all'accertamento della esistenza del progetto, programma di lavoro o fase di esso e non può essere esteso fino al punto di sindacare nel merito valutazioni e scelte tecniche, organizzative o produttive che spettano al committente.


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(1) Comma modificato dall’art. 48, comma 7, L. 4 novembre 2010, n. 183, a decorrere dal 24 novembre 2010.
(2) Si noti che il testo dell’art. 63 del D.Lgs. 276/2003, ancora valido per i contratti stipulati prima del 18 luglio 2012 (Art. 1 comma 25 L. 92/2012), non faceva alcuna menzione alla possibilità di prendere a riferimento le retribuzioni corrisposte nello stesso settore per mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati.
(3) La previgente disciplina, ancora applicabile ai contratti stipulati prima del 18 luglio 2012 (art. 1 comma 25 L. 92/2012), prevedeva per entrambe le parti la facoltà di recesso prima della realizzazione del risultato, per giusta causa ovvero secondo le diverse causali o modalità, incluso il preavviso, secondo quanto stabilito dalle parti stesse nel contratto individuale di lavoro.
(4) Articolo sostituito ai sensi dell’art. 15, comma 1, decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251.
(5) La Legge 92/2012 fornisce una interpretazione del sopra citato comma 1 dell’articolo in questione, nei seguenti termini: l’individuazione di uno specifico progetto costituisce elemento essenziale di validità del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si tratta di una presunzione assoluta.
(6) Si tratta di una presunzione di tipo relativo, cui è ammessa la prova contraria.


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