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NEWS del 30/08/12


Assunzioni obbligatorie: più posti per i disabili.

La recente riforma del lavoro (legge 28 giugno 2012 n. 92) interviene sulla disciplina per il diritto al lavoro dei disabili (legge 12 marzo 1999 n. 68) introducendo nuove regole per il computo della quota di posti di lavoro che l’azienda è obbligata a riservare ai lavoratori appartenenti alle c.d. categorie protette, nonché nuovi strumenti di controllo da parte delle autorità preposte, con l’intento di rafforzarne il campo di applicazione.

La legge 68 del 1999 , in merito alle quote di riserva nelle assunzioni obbligatorie, all’articolo 3 così recita: I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’art. 1 (persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e portatori di handicap intellettivo, persone invalide del lavoro, persone non vedenti o sordomute, persone invalide di guerra, familiari superstiti e categorie equiparate) nella seguente misura:

a) Sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti ;
b) Due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti ;
c) Un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti .

L’adempimento richiesto ai datori di lavoro, al fine di ottemperare all’obbligo di assunzione, è diverso se i lavoratori occupati sono più di 35 o inferiori o pari a 35:

• Nel primo caso, occorre presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione dei lavoratori disabili , ovvero entro il 60° giorno successivo all’assunzione del 36° dipendente (art. 9, comma 1, L. 68/99);
• Nel secondo caso, per i datori di lavoro privati, l’obbligo di assumere un disabile si applica solo in caso di una nuova assunzione e va assolto entro 12 mesi dal momento della nuova assunzione (art. 3, comma 2, L. 68/99).

In caso di scopertura imputabile al datore di lavoro, la sanzione amministrativa è di € 62,77 al giorno per ciascun posto riservato che non risulta essere occupato da un lavoratore disabile in quel giorno, a partire dal 60° giorno successivo alla data in cui insorge l’obbligo di assunzione (art. 15, commi 4 e 5, L. 68/99 – art. 1 comma 2, DM). Inoltre, il datore di lavoro che ritardi ingiustificatamente l’assunzione del lavoratore avviato, è tenuto a risarcire il danno che questi ha subito durante tutto il periodo in cui si è protratta la inadempienza datoriale a far data dalla domanda di assunzione, salvo provare che, nelle more, il lavoratore abbia avuto altra attività lavorativa.

Il conteggio del numero dei lavoratori occupati, secondo la disciplina dettata dalla legge 68/99, deve essere fatto portando in sottrazione dal totale dei lavoratori in forza le categorie espressamente indicate nell’articolo 4. Ebbene, il comma 27 dell’ art. 4 della legge n. 92/2012, interviene sul predetto articolo e ne sostituisce il primo periodo del comma 1 con le seguenti parole: Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato . Ai medesimi effetti, non sono computabili : i lavoratori occupati ai sensi della presente legge, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore, i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero per la durata di tale attività, i soggetti impegnati in lavori socialmente utili assunti ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n.81 (assunzione a tempo indeterminato, pieno o parziale), i lavoratori a domicilio, i lavoratori che aderiscono al programma di emersione, ai sensi dell’articolo 1,comma 4 – bis, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, e successive modificazioni.

Dunque, dopo la riforma, aumenta la base di calcolo su cui applicare la quota di riserva nella misura in cui non sono più nominati trai soggetti non computabili i lavoratori assunti a tempo determinato di durata non superiore a nove mesi ; tuttavia, a temperamento di tale aggravio, la circolare n. 18/2012 del Ministero del Lavoro precisa che i lavoratori a tempo determinato devono essere computati pro quota, per esempio, due lavoratori assunti a tempo pieno per sei mesi ciascuno valgono uno, ai fini del calcolo delle unità assunte (anche se è in discussione in Parlamento un emendamento alla legge 92/2012 che introduce l’esclusione dalla base di computo dei contratti a tempo determinato di durata sino a 6 mesi). Inoltre, la stessa circolare, in accordo con la giurisprudenza maggioritaria, suggerisce che non andrebbero considerati nel computo i lavoratori assunti a tempo determinato per ragioni sostitutive, in applicazione del principio desumibile dalla disciplina sui licenziamenti individuali, secondo il quale “ai fini della operatività della tutela reale contro i licenziamenti individuali illegittimi, il computo dei dipendenti va accertato sulla base del criterio della normale occupazione, che implica il riferimento all’organigramma produttivo o, in mancanza, alle unità lavorative necessarie secondo la normale produttività dell’impresa, valutata con riguardo al periodo antecedente al licenziamento a non anche a quello successivo” (Cass.civ.sez. lav. 4 settembre 2003, n.12909, Suprema Corte Cass. Civ. sez. lav. 14 ottobre 2011 n.21280). Pertanto e tornando all’argomento delle assunzioni obbligatorie, il personale ispettivo è chiamato a valutare l’esclusione dal computo della base di calcolo quei lavoratori a termine la cui presenza in azienda non risulti indispensabile per la realizzazione del ciclo produttivo (come i lavoratori assunti a tempo determinato per ragioni sostitutive).

Tanto premesso, ne consegue che, a partire dalla data di entrata in vigore della riforma Fornero (18 luglio 2012), per effetto delle nuove regole di calcolo della base di computo, i datori di lavoro soggetti alla disciplina in materia di collocamento obbligatorio, potrebbero ricadere in una delle seguenti situazioni concrete:

1. Entrano a far parte del gruppo di 15-35 dipendenti e si trovano esposti all’obbligo di assunzione di un disabile entro 12 mesi dal 18 luglio 2012 ;
2. Passano dal gruppo 15-35 al gruppo 36-50 e devono presentare domanda di assunzione obbligatoria entro il 60° giorno dal 18 luglio 2012, per l’assunzione di due disabili ;
3. Passano dal gruppo 36-50 al gruppo con più di 50 dipendenti e devono presentare domanda di assunzione obbligatoria entro il 60° giorno dal 18 luglio 2012, per l’assunzione un numero di disabili pari al sette per cento dei lavoratori occupati .

Infatti, l’insorgenza dell’obbligo di assunzione di soggetti disabili si determina nel momento in cui il datore di lavoro si colloca per la prima volta in una delle fasce previste dall’articolo 3 comma 1 della legge 68/99, oppure quando avviene il suo passaggio ad una fascia superiore a quella precedentemente occupata. Normalmente, tali passaggi sono dovuti ad incrementi/decrementi di personale, riconoscimento/perdita dello status di disabile in costanza di rapporto di lavoro; inoltre, affinché tali cambiamenti siano rilevanti ai fini dell’applicazione della disciplina in questione, devono essere tali da comportare una modificazione dell’obbligo di assunzione a seguito di variazione della base di computo (incrementi/decrementi di personale), oppure devono andare ad incidere sul computo delle quote di riserva previste dagli artt. 3 e 18 della legge 68/99 (cambiamenti intervenuti a seguito di variazioni del personale “protetto” in forza).

Inoltre, entro il prossimo 31 gennaio 2013, corre l’obbligo per i datori di lavoro in questione di presentare il prospetto informativo per il 201 2, dal quale risulteranno riepilogati i nuovi dati relativi al personale dipendente, con inclusi i lavoratori con contratto a termine inferiore a 9 mesi ( esclusi, tra l’altro, quelli assunti a termine per ragioni sostitutive e, forse, quelli assunti per un periodo inferiore a sei mesi), nonché il nuovo numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva oltre ai posti di lavoro e alle mansioni disponibili per i lavoratori appartenenti alle categorie protette. L’obbligo non scatta se le eventuali modifiche nell’organico non incidono sul computo delle quote di riserva.

Proseguendo nell’esame della nuova disciplina del collocamento obbligatorio, al comma 2 dell’articolo 5 della legge 68/1999, su esclusioni, esoneri parziali e contributi esonerativi, è inserito il seguente periodo: “Indipendentemente dall’inquadramento previdenziale dei lavoratori è considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere”. Per inciso, il comma 2 dell’articolo 5 così stabilisce che “non sono tenuti all’osservanza dell’obbligo di cui all’art. 3 (quota di riserva) i datori di lavoro del settore edile per quanto concerne il personale di cantiere”.

La questione del personale di cantiere era già stata oggetto di un interpello (n. 36/2010) presentato il 15 ottobre 2010 al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali dal Consiglio Nazionale dell’ordine dei Consulenti del Lavoro in merito al computo nella base occupazionale dei lavoratori occupati in aziende industriali del settore laterizi e conteneva l’indicazione che “il personale di cantiere non individua specifiche mansioni e/o profili di lavoratori, ma si riferisce alla generalità dei dipendenti che operano all’interno del cantiere”.Dunque, questa precisazione introdotta dalla legge 92/12 fa intravedere una apertura verso nuove figure da poter scomputare dalla base di calcolo, fermo il vincolo del settore di appartenenza.

Inoltre, sempre all’articolo 5, dopo l’ultimo comma è aggiunto il seguente 4-quinquies: “Al fine di evitare abusi nel ricorso all’istituto dell’esonero dagli obblighi di cui all’articolo 3 e di garantire il rispetto delle quote di riserva, con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, sentita la conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione , sono ridefiniti i procedimenti relativi agli esoneri, i criteri e le modalità per la loro concessione e sono stabilite norme volte al potenziamento delle attività di controllo”.

Infine, l’art. 6, relativo agli organismi preposti alla programmazione, all’attuazione, alla verifica degli interventi volti a favorire l’inserimento lavorativo dei disabili (servizi del collocamento obbligatorio), viene rafforzato con la seguente previsione: “i medesimi organismi sono tenuti a comunicare, anche in via telematica, con cadenza almeno mensile, alla competente Direzione territoriale del lavoro , il mancato rispetto degli obblighi di cui all’articolo 3, nonché il ricorso agli esoneri, ai fini dell’attivazione degli eventuali accertamenti ”.

In conclusione, la data del 18 luglio, segna un nuovo spartiacque tra il datori di lavoro appartenenti ai tre gruppi con la possibilità di passaggio al gruppo esposto all’obbligo più gravoso solo per effetto delle nuove regole di computo della quota di riserva . Inoltre, vengono poste le basi per rafforzare il controllo sull’effettivo perseguimento della finalità propria della legge sul collocamento obbligatorio e cioè quella di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa dei soggetti appartenenti alle categorie protette, da realizzare per il tramite delle aziende con una determinata dimensione occupazionale.


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