Privacy Policy


Dott. Fabio Perrone - consulenza - assistenza - paghe e contributi - scritti difensivi - rateazioni - contratti
Partita IVA 01804470688

42°18'40.59N 14°04'00.66E



NEWS del 19/09/06


La maxi-sanzione sul lavoro nero si fa più maxi

Fino a qualche settimana fa (12 agosto 2006), l’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture obbligatorie (lavoratori in nero) veniva sanzionato con la c.d. maxi-sanzione, la cui comminazione, nella misura dal 200% al 400% del costo del lavoro sommerso, era di competenza esclusiva dell’Agenzia delle Entrate. Una presunzione relativa consentiva all’organo accertatore di comminare la predetta sanzione per il periodo intercorrente tra la data dell’accertamento e il 1° gennaio dello stesso anno. Alla presunta azienda datrice di lavoro nero, era possibile fornire la prova contraria della effettiva durata del rapporto di lavoro sommerso trattandosi appunto, come stabilito dalla Corte Costituzionale, di una presunzione relativa e non assoluta (che ammette quindi la prova contraria). Oggi la maxi-sanzione si fa più maxi perché da un lato colpisce le giornate effettive di lavoro nero, eliminando quindi la presunzione, seppur relativa, dell’esistenza del rapporto dal primo gennaio dell’anno dell’accertamento e costringendo quindi gli ispettori a raccogliere le prove dell’effettiva durata del rapporto di lavoro nero, dall’altro, pone comunque una sorta di minimale sanzionatorio (3.000,00 euro) al di sotto del quale non è possibile scendere. La sanzione, da un minimo di € 1.500,00 ad un massimo di € 12.000, è aumentata di € 150,00 per ogni giornata effettiva di lavoro di ogni singolo lavoratore sommerso fermo restando il limite minimo di € 3.000,00. A questa sanzione amministrativa, la cui competenza passa dall’Agenzia delle Entrate, alla Direzione Provinciale del Lavoro (cambia quindi il sistema dei ricorsi), si aggiunge la c.d. sanzione civile connessa all’evasione contributiva e assicurativa nella misura, già conosciuta, del 30% in ragione d’anno fino al tetto massimo del 60% dell’importo evaso, il cui raggiungimento fa scattare gli interessi di mora nella misura stabilita annualmente con Decreto del Ministero delle Finanze. Ma anche sul fronte delle sanzioni civili ci sono delle importanti novità: il minimale di euro 3.000,00 e il fatto che la legge parla di omessi versamenti il che comporta un’attenta verifica del presupposto omissivo che si concretizza per i contributi INPS il giorno 16 del mese successivo all’accertato lavoro sommerso e per l’INAIL solo il giorno 16 febbraio dell’anno successivo.


Per iscriverti alla newsletter clicca qui.