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NEWS del 22/05/13


Apprendistato, le nuove vie dellapprendimento formale

Lapprendistato un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. Con queste parole esordisce il primo articolo del nostro Testo Unico sullapprendistato, emanato con decreto legislativo n.167 del 14 settembre del 2011 per offrire adeguata disciplina a questo particolare contratto di lavoro che , nella sostanza, si fa carico del cruciale compito di fornire ai giovani una via collaterale o alternativa ai canonici cicli dellistruzione obbligatoria o di proseguimento, ottenendo comunque un sufficiente livello di preparazione di base per il tramite di esperienze pratiche di lavoro intermezzate da lezioni teoriche, con in pi il vantaggio di poter restare nel mondo del lavoro a tempo indeterminato.

Il Testo unico sullapprendistato rappresenta lepilogo normativo di un importante cammino di incontro tra Governo, Regioni e parti sociali e si caratterizza per il fatto di rimettere la disciplina del contratto di apprendistato ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei principi generali dettati dal Testo Unico. La disciplina della formazione, invece, rimessa alle Regioni.

Il testo unico introduce altres tre distinte forme di apprendistato:

Apprendistato per la qualifica professionale e per il diploma professionale, rivolto ai giovani tra i 15 e 1 25 anni per lassolvimento dellobbligo di istruzione;

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, rivolto ai giovani tra i 18 e 1 29 anni per il conseguimento di una qualifica professionale;

Apprendistato di alta formazione e ricerca, rivolto ai i giovani tra i 18 e 1 29 anni per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca e i praticantati per laccesso alle professioni.

Un quarto tipo di apprendistato ricalca le tre forme tipiche ed previsto, senza limiti di et, per la qualificazione professionale dei lavoratori in mobilit.

Lultima riforma del lavoro (legge 28 giugno 2012 n.92) segna un ulteriore passo avanti verso il rafforzamento delle garanzie a tutela delleffettivit della prestazione formativa e dellobiettivo della stabilizzazione del rapporto di lavoro, aggiungendo nuovi vincoli da rispettare per poter stipulare un contratto di apprendistato:

1. Durata minima del contratto sei mesi;

2. Per le imprese che occupano 10 o pi dipendenti il rapporto tra apprendisti, assunti o in somministrazione, e lavoratori specializzati di tre a due, massimo tre apprendisti se i dipendenti qualificati non ci sono o sono inferiori a tre;

3. Per poter assumere nuovi apprendisti necessario mantenere in servizio almeno il 30% degli apprendisti assunti nei trentasei mesi precedenti, (diventer il 50% dopo il 18 luglio 2015); si tratta della cosiddetta clausola di stabilizzazione. Non si contano i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Gli apprendisti assunti in violazione di tali limiti sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data di assunzione.

4. Per le imprese che occupano meno di 10 dipendenti il rapporto tra apprendisti e lavoratori dipendenti di 1 a 1; la clausola di stabilizzazione non si applica;

5. Per le imprese artigiane continuano a valere i pi vantaggiosi limiti numerici dettati dalla legge quadro per lartigianato (allart. 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443); leccezione non riguarda anche la clausola di stabilizzazione, per le imprese che occupano pi di 10 dipendenti.

Le modifiche apportate al decreto 167/2011 dalla legge 92/2012 si applicano ai contratti di apprendistato stipulati a partire dal 1 gennaio 2013.

Gli altri vincoli da rispettare affinch le imprese possano legittimamente accedere ai vantaggi tipici di questo conveniente rapporto di lavoro subordinato dal costo contenuto (1), che non incide sui livelli dimensionali dellazienda e che, peraltro, non impegna per sempre come un comune contratto a tempo indeterminato bens concede alle parti la possibilit di recedere con preavviso al termine del periodo di formazione, sono i seguenti:

Essere in regola con la normativa sulla sicurezza;

non aver superato i limiti del de minimis (2).

Quanto allaspetto formativo, la cui regolamentazione demandata alle Regioni, doveroso segnalare che levidenza empirica rivela il punto di debolezza dellapprendistato proprio nel suo aspetto pi delicato, quello della preparazione di base dei giovani che scelgono di non proseguire gli studi o di tentare lingresso nel mondo del lavoro sottraendo tempo allo studio; oltretutto oggi il comma 52 dellarticolo 4 della legge 92/2012 stabilisce che: Per apprendimento formale si intende quello che si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle universit e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, e che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica o diploma professionale, conseguiti anche in apprendistato a norma del testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, o di una certificazione riconosciuta.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con circolare n. 5/2013, ha fornito indicazioni agli ispettori chiamati a verificare leffettivit della norma sullapprendistato in chiave riformatrice, fornendo una casistica delle violazioni e delle relative sanzioni volte a colpire il primo motivo di abuso cui questo conveniente contratto di lavoro si finora prestato, divenuto drammaticamente un facile strumento per eludere le normative su lavoro a termine e limiti dimensionali e contemporaneamente soddisfare lesigenza di abbattere il costo del lavoro, cio linadempimento datoriale dellobbligo formativo.

La sanzione massima cui il datore di lavoro si espone stipulando un contratto di apprendistato volta a punire innanzitutto linadempimento del primo dei suoi obblighi, quello di consentire al giovane lavoratore di dedicarsi anche allapprendimento teorico, ma si applica anche per violazione dei limiti numerici o perch lapprendista gi in possesso della qualifica o per violazione della clausola di stabilizzazione, ed data dalla differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento (art. 7 c.1 d. lgs. 167/2011), oltre al disconoscimento del rapporto di apprendistato e sua riconduzione a forma comune di rapporto di lavoro (circolare 5/2013 Ministero del Lavoro). Come la prassi insegna, il datore sopporter anche le conseguenze della diffida accertativa per crediti patrimoniali sulle differenze retributive e le tipiche sanzioni amministrative per omessa comunicazione ed infedele registrazione sul Libro Unico del Lavoro (LUL), di non secondaria importanza.

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(1) Sgravio totale dei contributi dovuti per i primi tre anni, 10% a carico del datore a partire dal terzo anno, agevolazione valida fino al 31 dicembre 2016 per le imprese che occupano fino a nove addetti (art. 22, comma 1 legge 12 novembre 2011, n.183 legge di stabilit); per le imprese con dieci o pi addetti laliquota contributiva conto ditta del 10%. Tuttavia, a partire dal 1 gennaio 2013, con lentrata in vigore della nuova Assicurazione Sociale per lImpiego (ASpI) sono dovuti anche i contributi che seguono: contribuzione pari all1,31 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali e contributo per il licenziamento pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianit aziendale (art. 2 comma 31 legge 92/2012, come modificato dalla legge 228/2013) dovuto anche in caso di recesso del datore al termine del periodo di formazione.

(2) LArt. 2, paragrafo 2, del Regolamento CEn. 1998/2006 stabilisce che limporto complessivo degli aiuti de minimis concessi ad una medesima impresa non deve superare i 200 mila euro nellarco dei tre esercizi finanziari antecedenti la nuova agevolazione.


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