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NEWS del 12/06/13


Nuove modalità di comunicazione per il lavoro a chiamata

In data 29 Maggio 2013 è stato registrato dalla Corte dei Conti il decreto interministeriale del 27 Marzo 2013 che fissa le modalità di comunicazione della prestazione di lavoro intermittente (a chiamata), così come indicato dal comma 3-bis dell’articolo 35 del D.Lgs 276/2003, inserito a decorrere dal 18 luglio 2012 dall’articolo 1, comma 21, lettera b) della L. 92/2012 (Riforma Fornero), successivamente modificato dall’art. 34, comma 54, lett. a), D.L. 18/10/2012 n. 179, convertito con modificazioni nella L. 17/12/2012 n. 221 a decorrere dal 19 dicembre 2012.

Il decreto conferma il modello di comunicazione “UNI – Intermittenti” come strumento principale per l’adempimento della comunicazione (anche di eventuale annullamento della chiamata). Il modello deve contenere i dati identificativi del lavoratore (codice fiscale) e del datore di lavoro (codice fiscale, codice comunicazione UNILAV, e-mail) e la data di inizio e fine cui la chiamata si riferisce. Il modulo deve essere trasmesso esclusivamente secondo una delle seguenti modalità:
  • via e-mail all’indirizzo di posta elettronica certifica appositamente creato (sorge il dubbio sulla possibilità di utilizzare l’e-mail intermittenti@lavoro.gov.it prevista sul portale cliclavoro che non è un’e-mail certificata o se sia ancora possibile inviare il modello UNI-intermittente all’e-mail certificata della DTL territorialmente competente);
  • per il tramite del servizio informatico reso disponibile, previa registrazione, sul portale clic lavoro (www.cliclavoro.gov.it).

    Il datore di lavoro può effettuare la chiamata anche per il tramite del proprio Consulente del lavoro.

    E’ altresì possibile trasmettere un SMS contenente almeno il codice fiscale del lavoratore ma esclusivamente in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione.

    Il decreto ammette anche la possibilità di utilizzare il fax della DTL territorialmente competente ma solo in caso di malfunzionamento dei sistemi ordinari (e-mail o on-line). Costituisce prova dell’adempimento dell’obbligo la comunicazione del malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del fax, anche se la ricezione dello stesso non è andata a buon fine per cause imputabili all’Ufficio.

    Dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale (quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana), la trasmissione effettuata con modalità diverse da quelle sopra indicate non è valida ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di comunicazione di cui all’art. 35, comma 3-bis, del D.Lgs 10 settembre 2003, n. 276.

    In caso di violazione degli obblighi di comunicazione si applica la sanzione amministrativa da euro 400,00 ad euro 2.400,00 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del D.Lgs 23 aprile 2004 n. 124.


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